Cosmoprof: un trionfo da ragionare




20-04-2010 Le foto che pubblichiamo testimoniano l’impressionante partecipazione di visitatori al Cosmoprof 43, conclusosi a Bologna, Capitale della Bellezza, con un bilancio eccezionalmente positivo che affoga gran parte delle riserve critiche sbocciate alla vigilia. Le cifre dicono chiaramente di una manifestazione che suscita totale interesse, aumentando costantemente la propria internazionalità. Nonostante i giorni di blocco aereo per il disastro vulcanico che ha chiuso i cieli d’ogni dove, 33.400 è la cifra dei visitors stranieri, oltre il 23% di un totale che conta ben 147 mila unità, il 4,9% in più del Cosmoprof 2009. Folla autentica di italiani per un +6,5% rispetto alla precedente edizione. Espositori: 2254 provenienti da 65 paesi (suddivisi in 22 gruppi nazionali d’ogni dove), 185 mila metri quadrati di spazi espositivi occupati per il 52% dall’estero. In tanto lusinghiero bilancio, qualche critica a stimolare doverosi ritocchi organizzativi. Il “famoso” padiglione 36, ad esempio: riservato alla profumeria d’eccellenza, pur animato da un lodevole e frequentatissimo “Vanity Fair Pavillion”, da una scolastica “Agora” e da un seducente “L’Unique, Laboratoire du Parfum” e da (poche) realtà di prestigio tra cui in netto primo piano i faraonici stand di Ferragamo Parfums e di ITF, va davvero reinterpretato; dando a tanto spazio di prestigiosa, tradizionale nomea, l’entità spettacolare che esige, quale fiore all’occhiello d’onore, di lusso, di fascino di un Cosmoprof che ha già la giusta, affollata popolarità di successo. Unica, senza eguali, senza possibili, valide concorrenze. Però… però, si faccia mente locale e non lo si giochi come numero al lotto quel appassionante 36…