24-08-2009 Solo ora, a qualche giorno, come voleva Elena. Non fare casino assieme a tutti: se me ne vado non è da conferenza stampa, mi diceva ironizzando sul destino con il quale ha giocato fin quasi allo scadere dei novant’anni (il 12 dicembre prossimo). Novant’anni consumati a scrivere, a disquisire e a polemizzare di cosmesi e profumo, con l’impegno della più ostinata professionalità: due giorni prima dello scorso 18 agosto, al suo cellulare sul letto della fine, con voce a termine, mi ha chiesto semmai avesse fatto in tempo per la sua rubrica nel numero di settembre… Questa era, è, sarà sempre, Elena Melik. Ogni aggettivo, anche roboante, ne offenderebbe l’anima: ha puntigliosamente odiato la convenienza, la maniera, l’opportunismo. Leale estimatrice del vero, giudice severo, imparziale del mondo-bellezza, giungeva spesso a quella definizione di cruda efficacia e di irriverente ma divertita ironia che mi costringeva a togliere dai suoi pezzi (nelle “nostre” Imagine e Allure prima, Daily Luxury ora, sino al numero di agosto): “bello il flacone, la fragranza sa un po’ di pipì di gatto”.